Autisti Francigena, sindacalista Faisa-Cisal: “Abbiamo serie difficoltà ma Palazzo dei Priori è latitante”

Autisti Francigena, sindacalista Faisa-Cisal: “Abbiamo serie difficoltà ma Palazzo dei Priori è latitante”

Ieri vi abbiamo raccontato lo sfogo di un lavoratore Francigena, che ogni mattina si prepara e sale sui pullman. Su quelli che rimangono. Oggi portiamo avanti il lavoro e vi raccontiamo quello che ci ha spiegato un sindacalista Faisa-Cisal.

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Trasporto pubblico locale, una realtà strategica in tante città ma non per Viterbo. E i risultati si vedono, sono sotto gli occhi di tutti tra “portoghesi” che usufruiscono di un servizio pagato con i soldi dei cittadini non tirando fuori dalle tasche niente e autobus che viaggiano avanti e indietro portando forse qualche fantasma. Per chi ci crede.

Ma a viverla male sono anche gli autisti, o almeno quelli che sono venuti da noi a sfogarsi. Coltivando la speranza che magari possiamo dare voce alla loro e incidere, cosa che un giornale dovrebbe sempre puntare a fare, là dove si prendono le decisioni. Per chi non lo avesse capito parliamo di Palazzo dei Priori.

Ieri vi abbiamo raccontato lo sfogo di un lavoratore Francigena, che ogni mattina si prepara e sale sui pullman. Su quelli che rimangono. Oggi portiamo avanti il lavoro e vi raccontiamo quello che ci ha spiegato un sindacalista Faisa-Cisal. Non vi facciamo il nome perché così ci ha richiesto, anche se all’interno dell’azienda non avranno difficoltà a capire di chi si tratta.

“Abbiamo segnalato tante volte a Francigena, che di riflesso ha informato il Comune, sulla presenza di tratti pericolosi che ci troviamo quotidianamente ad affrontare. La verità è che Palazzo dei Priori è latitante, un po’ sordo direi. E quindi ogni giorno i nostri che salgono sui mezzi si trovano ad affrontare uno stress non necessario e rischiamo di fare danni e rimetterci la patente”, è l’esordio del suo ragionamento.

E’ un fiume in piena e non si arresta, insomma non frena. Nel giro di una quarantina di minuti abbondanti ci fotografa la situazione e ci chiede di riportarla. “Magari, visto che non hanno letto le lettere inviate, leggono il giornale”, l’augurio con cui ci lascia. Riproponiamo il succo del ragionamento per punti.

Il nodo via Marconi

Qui una delle situazioni più critiche. Gli autobus si trovano a dover viaggiare verso il Sacrario passando in contromano a causa di auto costantemente parcheggiate sulla loro corsia di scorrimento. La situazione diventa più complicata il sabato, quando non è attiva l’area pedonale ma le persone si comportano come se lo fosse. Con la conseguenza che il mezzo pubblico deve fare lo slalom tra auto parcheggiate e pedoni con la sindrome del gregge in libera uscita.

Piazza San Faustino

Anche qui vige la regola ferrea del parcheggio “ad minchiam” con i mezzi del tpl costretti a manovre inverosimili, con costanti incastri.

Piazza Martiri d’Ungheria

Dopo aver ridotto lo spazio per la sosta autobus, in seguito agli interventi del Plus, le fermate del tpl sono spesso occupate da bus turistici e gli autisti autoctoni sono costretti a lasciare i mezzi dove capita.

Incrocio via Rossini-via della Grotticella

Qui le auto in sosta ostruiscono la visuale rendendo pericoloso l’attraversamento col bus.

Incrocio via Monte Cervino-via Monti Cimini

Qui a generare problemi è stata l’inversione degli stop. Con la disposizione attuale si trova la fermata autobus adiacente allo stop e si generano problemi e rischi.

Incrocio via Monte Zebio-via Monte Sacro

Le auto in sosta ostruiscono la visuale in un punto a discreta pericolosità.

Via Carlo Cattaneo, piazza Verde e via Molini

Da queste parti le fermate bus sono spessissimo occupate da altri mezzi in sosta.

Via Maria SS Liberatrice

Dal civico 26 al 38, dove vige il divieto di sosta con rimozione, sostano costantemente auto e gli autisti sono costretti a transitare contromano a ridosso di via Delle Mura dove escono veicoli con rischio di incidente.

Ospedale di Belcolle

Anche lì il parcheggio selvaggio è una costante e diversi autisti, per fare manovre forzate, hanno già spaccato le gomme.

 

 

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