Aumento Tari, Fondazione: “Territorio imbruttito e contaminato: aumento iniquo”

Aumento Tari, Fondazione: “Territorio imbruttito e contaminato: aumento iniquo”

“Dopo il pubblico annuncio del ritocco della Tari del +4% - scrive Fondazione - crediamo di interpretare il sentimento dei cittadini che ancora una volta dovranno subire un’imposizione fiscale che oltre che essere iniqua, non giustifica affatto l’efficacia del Servizio raccolta e smaltimento rifiuti".

ADimensione Font+- Stampa

“Territorio imbruttito e contaminato: aumento iniquo per il servizio di raccolta dei rifiuti”. Fondazione dopo l’approvazione venerdì 29 aprile in Consiglio comunale dell’aumento delle tariffe per la Tari di circa il 4%, attacca l’amministrazione comunale. “Dopo il pubblico annuncio del ritocco della Tari del +4% – scrive Fondazione – crediamo di interpretare il sentimento dei cittadini che ancora una volta dovranno subire un’imposizione fiscale che oltre che essere iniqua, non giustifica affatto l’efficacia del Servizio raccolta e smaltimento rifiuti”.

“La costante pubblicazione di fotografie e documenti – aggiunge Fondazione – ci fa vedere un territorio imbruttito e contaminato da rifiuti di ogni genere sparsi e accumulati per molto tempo prima di essere raccolti per riportare la situazione a livelli accettabili di decenza e di incolumità urbana. Fin qui i viterbesi hanno subito tutte le negative conseguenze di un sistema porta a porta che, evidentemente, non ha funzionato, o ha funzionato male e, ora, sentirsi dire che la Tari subirà l’ennesimo aumento, ha il sapore della beffa e non ci sentiamo affatto rassicurati dal sindaco Michelini, il quale promette il raggiungimento degli obiettivi dell’appalto rifiuti attraverso l’annunciato incremento della relativa tassazione”.

“I cittadini sono stanchi di questo andazzo e di questo modo di amministrare, del tutto difforme dall’azione politica di numerose amministrazioni comunali che, con la raccolta differenziata, hanno attuato un considerevole abbassamento della tassazione, mentre i viterbesi, paradossalmente, anche per volontà dell’assessora Ciambella residente a Vignanello e, guarda caso, sgravata da tale irritante balzello, subiscono un’altra botta fiscale, alla faccia della tanto esaltata riduzione delle imposte di matrice renziana”.