Attacco a Prato Giardino, con la bellezza denunciato il degrado dei parchi viterbesi

Attacco a Prato Giardino, con la bellezza denunciato il degrado dei parchi viterbesi

"Tutto sembra normale in una città alla deriva, dove però i bimbi continuano a crescere e saranno gli uomini del domani . Questo gesto nella speranza che un giorno Prato Giardino, e tutti i parchi di Viterbo abbiano il rispetto che meritano", firmato Yarn Bombing.

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A Viterbo scoppia la rivoluzione dei fili di lana. Epicentro dell’accaduto Prato Giardino. L’operazione, scattata nella giornata di sabato, va sotto al nome di Yarn Bombing. Un vero e proprio attacco frontale all’ignavia, al fare finta di niente sempre e comunque, a chi vorrebbe far passare l’idea che quello che è di tutti è di nessuno potendosene quindi infischiare.

E’ stata usata una potente arma: la bellezza. L’operazione è stata “rivendicata” da un gruppo di persone che ha dichiarato di agire “per sottolineare l’incuria e il degrado in cui versano tutti i parchi della città di Viterbo”. Giustamente hanno agito, indisturbati e ammirati, a Prato Giardino. Simbolo dei parchi cittadini.

Foto di Bruno Pagnanelli

Lo Yarn Bombing è una forma di arte di strada che attraverso l’utilizzo di lavorazioni a uncinetto o a maglia, ha lo scopo di evidenziare problematiche della città e far emergere inadeguatezze nei servizi. L’installazione delle decorazioni vengono definiti “attacchi” poiché emergono senza preavviso nei luoghi scelti dalle Yarnine per evidenziare una mancanza o un problema.

“Abbiamo scelto Prato Giardino poiché rappresenta il simbolo di tutti i parchi e giardinetti pubblici della città di Viterbo, perciò il nostro allestimento in esso, fa da eco a tutte le situazioni di degrado in cui si trovano gli altri giardinetti pubblici della città, privi di giochi per bambini o dove presenti distrutti, degrado totale e abbandono del verde”, si legge nella nota inviata alle redazioni locali dagli autori dell’attacco.

Lo Yarn Bombing Viterbo con questo allestimento chiede all’amministrazione comunale di restituite l’infanzia ai bambini viterbesi, poiché saranno piccoli una volta sola e molti di loro già non hanno ricordi di aver giocato nel giardino più grande della loro città, perché non ci sono più giochi e tutto è disastrato.

Sono più di due anni che uno scivolo è completamente distrutto in un’ area del parco dove dimora un leccio colpito da un fulmine, e tutto è transennato.

Sul Leccio un pannello lavorato all’uncinetto rappresenta la Calaveras Messicana, un teschio, che sta a rappresentare che il Parco è morto, distrutto, abbandonato. Sotto l’albero un tappeto di pom pom colorati rappresentano i fiori che non sfioriscono mai che i bambini donano a Prato Giardino e a tutto ciò che rappresenta la loro infanzia negata.

I cestini addobbati gridano di essere usati dai passanti ormai assuefatti alla sporcizia che ricopre ogni strada. Le deiezioni dei cani ricoprono il prato del parco e gridano di essere raccolte.

Non esiste in questa città una zona sgambamento cani e i padroni lasciano per terra le feci dei cani senza pensare che rappresentano un potenziale veicolo di malattie come salmonellosi, colera rabbia e tifo e che incrementano l’’intolleranza nei confronti dei nostri amici animali.

Panchine ricoperte di mattonelle granny chiedono di essere usate per riscoprire la calma, la pazienza e il tempo dedicato allo stare a contatto con la natura.

Poi gli alberi addobbati da coperte lavorate a maglia e a uncinetto, che abbracciano questi grandi nonni abbandonati a loro stessi, senza cure e manutenzioni.

“Tutto sembra normale in una città alla deriva, dove però i bimbi continuano a crescere e saranno gli uomini del domani – dichiarano gli organizzatori -. Facciamo che i loro ricordi non siano solo degrado, ma anche colore, calore, vogliamo strappare un sorriso usando “mostri” colorati, nella speranza che un giorno Prato Giardino, e tutti i parchi di Viterbo abbiano il rispetto che meritano”