Arsenico, il patto tra Zingaretti e Michelini è acqua passata?

Arsenico, il patto tra Zingaretti e Michelini è acqua passata?

Quali sono le date certe dentro le quali sono fissate le tappe che devono portare la Tuscia fuori dall'avvelenamento di massa dell'arsenico nell'acqua dei rubinetti? C'è un piano o è tutto a caso, per non dire di peggio?

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ACQUA-ARSENICOArsenico, l’emergenza non trova soluzione e la politica parla, parla, parla. La gente di Viterbo continua, in larga parte, ad approvvigionarsi dell’acqua presso le ormai familiare casupole istallate in vari punti della città. I più benestanti hanno messo i dearsenificatori in proprio, i più rassegnati bevono dal rubinetto facendo finta di nulla. 

Questo è il capoluogo della Tuscia, ma nel resto della provincia le cose non vanno meglio. Talete continua a mandare le bollette che rendono l’acqua, oltre che all’arsenico, anche sempre più salata. Insomma siamo in un vero e proprio mare di caos. Zingaretti dove sei? Michelini cosa fai? 

 

IL PATTO MICHELINI-ZINGARETTI

Eppure un anno e qualche mese fa i due si incontravano da Schenardi (per gli appassionati delle domande, lanciamo anche: Schenardi, dove sei?) per siglare una sorta di patto per la Tuscia, roba che ha mosso voti. La Fune all’epoca ancora non era nata. Siamo andati su google per cercare qualcosa di quei giorni. Gli amici di Ontuscia.it scrivevano questo: “Ultimo punto, la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, partendo da una nuova ed efficiente gestione del ciclo dei rifiuti che punti sullo sviluppo della raccolta differenziata porta a porta e delle filiere del riuso e del riciclo. La giunta regionale, inoltre, si impegna a risolvere l’emergenza arsenico con l’impiego, nell’immediato, di dearsenificatori, adottando poi, nel medio periodo, una serie di interventi infrastrutturali sulla rete idrica che consentano di giungere alla soluzione definitiva del problema attraverso l’approvvigionamento di acque di buona qualità”.

 

SULLE BOLLETTE

Sulle bollette che Talete invia, nel retro, troviamo l’elenco degli utilizzi consentiti e i divieti d’uso. Roba da far venire i brividi. Per chi non ci avesse mai fatto caso li riportiamo:

Utilizzi consentiti: tutte le operazioni d’igiene domestica (lavaggio indumenti, stoviglie e ambienti), scarico wc e impianti di riscaldamento.

Divieti d’uso: divieto d’uso potabile, divieto d’uso per cottura, reidratazione e ricostituzione di alimenti. Divieto d’uso per preparazione di alimenti e bevande (escluso lavaggio frutta e verdura sotto flusso d’acqua e utilizzando acqua potabile per l’ultimo risciacquo); divieto d’uso per pratiche di igiene personale che comportino ingestione anche limitata d’acqua (lavaggio denti e cavo orale); consentito uso dell’acque per igiene personale (esempio doccia) tranne nei casi di presenza di specifiche patologie cutanee (eczema, patologie cutanee a rischio anche di tipo evolutivo e degenerativo); divieto d’impiego da parte di imprese alimentari.

 

NON DI SOLE PAROLE SI DISSETA L’UOMO

Sarebbe il caso che Palazzo dei Priori rendesse pubblica una road map, con tempi certi, che porti alla risoluzione del problema arsenico. Invitiamo i medici che si trovano a Palazzo dei Priori, a mostrare particolare attenzione e a farsi carico di questo problema. Al di là delle parole, che ci raccontano l’idea di trasformare il lago di Bolsena in un “lago da bere”, servono i fatti. Serve sapere in che tempi si prenderanno le soluzioni. Servono date certe e numeri per capire se la politica continua a prendere per il culo la gente o si sta facendo realmente qualcosa.