Arsenico, Battisti: “Spese cifre enormi senza dare una soluzione vera”

Arsenico, Battisti: “Spese cifre enormi senza dare una soluzione vera”

Battisti torna a battere sul tasto del “lago da bere”, tirando in ballo l'idea di utilizzare il bacino di Bolsena come cisterna che, attraverso la miscelazione, possa garantire acqua senza arsenico ai rubinetti e all'uso agricolo. Perché l'arsenico finisce non solo nel bicchiere, ma anche nel piatto.

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Arsenico nelle acque della Tuscia. Un danno per la salute delle persone, un problema a oggi non completamente risolto e un salasso per le tasche dei cittadini.

A riaccendere l’attenzione sul delicato tema il sindaco di Corchiano Bengasi Battisti. “Esaminando l’intesa tra governo e regione per lo sviluppo economico e sociale si ritrova l’ennesimo finanziamento di 16 milioni di euro per i dearsenificatori del Viterbese. Per la loro realizzazione sono stati già spesi oltre 35 milioni di euro e per la loro gestione i costi sono di oltre 10 milioni di euro ogni anno”, fa i conti Battisti.

Parliamo di cifre davvero importanti, che però non sono sufficienti a garantire una soluzione strutturale e pienamente efficace nella Tuscia.

“Molte comunità – continua il sindaco di Corchiano – sono ancora prive di questo diritto fondamentale perché gli impianti realizzati non riescono, ancora, a riportare la quantità di arsenico entro i limiti consentiti dalla legge e i sindaci costretti a mantenere ordinanza di divieto dell’uso del bene indispensabile per la vita”.

Quindi la domanda: “Resta complicato comprendere a cosa serva l’ulteriore finanziato, forse a continuare il pagamento di costi di gestione per dearsenificatori non funzionanti?”.
Per Battisti è necessario coinvolgere la popolazione sulla costruzione di un percorso davvero risolutivo: “I cittadini hanno il diritto di conoscere come i loro denari verranno utilizzati, perché ogni risorsa economica che giunge ai territori è stata versata dalle stesse comunità”.
E un’accusa: “I governi hanno il dovere di utilizzare le risorse economiche di proprietà dei cittadini che le versano come andranno spese evitando di spargerle come se fossero pacchi provenienti dal Babbo Natale di turno”.

Battisti torna a battere sul tasto del “lago da bere”, tirando in ballo l’idea di utilizzare il bacino di Bolsena come cisterna che, attraverso la miscelazione, possa garantire acqua senza arsenico ai rubinetti e all’uso agricolo. Perché l’arsenico finisce non solo nel bicchiere, ma anche nel piatto.
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Quindi l’augurio: “Una piccola parte di fondi sia investita per comprendere i motivi dell’insufficiente funzionamento dei costosi apparati e per le eventuali responsabilità perché così come un cittadino, che non paga un tributo, viene perseguito fino alle estreme conseguenze ‘Equitalia’ altrettanto deve essere per tutti coloro che eventualmente non avessero rispettato i preziosi contratti”.