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Arci Viterbo: “Contro LGBT discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni”

Arci Viterbo: “Contro LGBT discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni”

Unioni civili, Arci Viterbo a sostegno della mobilitazione nazionale del 23 gennaio, Giuseppe Fioroni e Sentinelle in Piedi verso il Family day.

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Unioni civili, Arci Viterbo a sostegno della mobilitazione nazionale del 23 gennaio, Giuseppe Fioroni e Sentinelle in Piedi verso il Family day. “L’Italia – scrive Arci – è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese”.

Un tema caldo che vede interessati anche i movimenti cattolici come le Sentinelle in Piedi che a Viterbo (qui) hanno organizzato una iniziativa sullo stesso tema, ma del segno opposta. Pure l’onorevole Giuseppe Fioroni (qui) è al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica per le sue posizioni in contrasto con quelle del Governo.

 

La nota di Arci Viterbo

L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni.

La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati.

Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese.

Siamo sicuri di una cosa: gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti.

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