Anche Viterbo era come Pamplona, a Santa Rosa nel Settecento

Anche Viterbo era come Pamplona, a Santa Rosa nel Settecento

Immaginate giovani e prestanti viterbesi alle prese con una sfida che richiama alla mente, per qualche verso, la tradizione spagnola di San Firmino.

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Immaginate giovani e prestanti viterbesi alle prese con una sfida che richiama alla mente, per qualche verso, la tradizione spagnola di San Firmino. Il centro della scena è piazza del Comune, dove nel Settecento andava in scena la ‘Giostra della Bofala‘. Ne abbiamo trovato memoria in uno dei tanti lavori del giornalista viterbese Mauro Galeotti che riporta un passo del manoscritto, datato 1737, di Feliciano Bussi sugli ‘Uomini illustri’.

“Nell’ultimo giorno della festa – scrive Bussi – nella piazza del Comune, ridotta in un gran teatro chiuso per ogni parte, si lasciano a suon di trombe due bufale sciolte, e senza cani, contra le quali si avventano moltissimi animosi giovani con grossi bastoni in mano, ansiosi (se loro piace) di ammazzarle a colpi di bastonate, benché per altro sovente succeda, che taluno di essi resti da tali bestie non solo storpiato, ma anche occiso”.

Nel 1849 la giostra delle bufale viene soppressa. Andrea Pila, commissario pontificio straordinario scrive: “Gl’individui soltanto irriflessivi, e di non molta educazione ornati, possono trovare piacere, e diletto nel vedere uomini senza considerazione esporsi ai più gravi pericoli per lottare con bestie indomite”.