Anche Viterbo alla manifestazione per cambiare la legge Fornero sulle pensioni

Anche Viterbo alla manifestazione per cambiare la legge Fornero sulle pensioni

Tantissimi oggi alla manifestazione per riformare le pensioni della legge Fornero. Dalla Tuscia arrivano 4 pullman

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“Cambiare le pensioni e dare un lavoro ai giovani”. Questo lo slogan che stamattina ha accompagnato la grande manifestazione nazionale promossa da Cgil, Cisl e Uil a Roma, Napoli e Venezia. Migliaia le persone che sono scese in piazza per chiedere la riforma della legge Fornero sulle pensioni, attraverso l’introduzione della flessibilità in uscita. Due richieste considerate prioritarie per cambiare il sistema previdenziale nel segno della equità, della sostenibilità finanziaria e della giustizia sociale, accanto ha una diversa politica fiscale che sostenga i redditi dei pensionati.

In mezzo ai tantissimi manifestanti, inoltre, anche la delegazione viterbese della Cgil. “Abbiamo organizzato – spiega Miranda Perinelli, segretaria dello Spi di Viterbo-Civitavecchia-Roma Nord – due pullman da Viterbo, uno da Civita Castellana e uno da Civitavecchia. Tantissime persone hanno raggiunto il corteo con mezzi propri per una protesta che ha unito generazioni e mestieri”.

“Alla manifestazione – racconta la Perinelli – hanno partecipato gli esodati rimasti in un limbo senza lavoro e senza pensione, quanti dopo 40 anni di impiego ancora non riescono a ottenere il giusto riposo per questioni anagrafiche, i giovani che non trovano lavoro perché con questa riforma non c’è ricambio occupazionale e i pensionati che con assegni mensili di 500 euro non riescono a sopravvivere e chiedono un adeguamento per aumentare il potere d’acquisto”.

Dello stesso parare anche il segretario nazionale della Cgil, Susanna Camusso, che da Venezia avverte: “Le pensioni devono cambiare radicalmente, deve cambiare la norma per quel che riguarda la costruzione di una previdenza per i giovani, quindi la possibilità non di immaginarsi un futuro da poveri, ma di persone che nella loro vita lavorativa metteranno insieme una condizione civile di pensione”. 

Un successo, quindi, la manifestazione che ha visto scendere in piazza migliaia di persone, fra lavoratori e giovani che chiedono trattamenti migliori, un futuro non più incerto e giustizia sociale. Quello di oggi, avvertono i sindacati, è solo un primo appuntamento e le proteste continueranno finché il Governo non ascolterà quello che hanno da dire.