Anche il Sodalizio dei Facchini alla ‘Marcia per la Pace Perugia-Assisi’

Anche il Sodalizio dei Facchini alla ‘Marcia per la Pace Perugia-Assisi’

Anche il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa alla 'Marcia per la Pace Perugia-Assisi 2016'. I facchini di Santa Rosa hanno deciso di partecipare all'appuntamento di domenica 9 ottobre, con partenza dai Giardini del Frontone alle ore 9 e arrivo previsto alla Rocca Maggiore di Assisi per le 15.

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Anche il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa alla ‘Marcia per la Pace Perugia-Assisi 2016’. I facchini di Santa Rosa hanno deciso di partecipare all’appuntamento di domenica 9 ottobre, con partenza dai Giardini del Frontone alle ore 9 e arrivo previsto alla Rocca Maggiore di Assisi per le 15.

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A piedi da Perugia ad Assisi, ma in un corteo che idealmente unirà il Brennero a Lampedusa. Sì, perché mai come quest’anno la storica Marcia della pace sarà contro i confini, le barriere, i muri. Dedicata proprio a chi è costretto a sbatterci la faccia, contro la fortezza dell’Europa, scappando dalla povertà e dalla guerra.

 Don Ciotti: “Un muro lungo come il mondo”
“Il diametro della terra è inferiore ai chilometri di fili spinati”. Lo ha detto don Luigi Ciotti, durante la conferenza stampa. “L’Europa ha dimenticato le sue radici, le ha calpestate: non è possibile che al Brennero e a Ventimiglia le persone vengano respinte.  I nemici della pace sono le disuguaglianze, l’ingiustizia e i privilegi. Per questo bisogna camminare ancora una volta insieme”.

Gli organizzatori: un cammino che non dura un giorno
La marcia delle pace infatti, negli intenti degli organizzatori, vuole essere un cammino lungo, fatto di tante tappe, non un semplice rituale. Lo sottolinea il responsabile della Rete della pace Sergio Bassoli: “Un percorso di marcia di tante voci e di tanti colori, problematiche da assumere con politiche coerenti e un calendario ricco di iniziative da costruire insieme da domani che ci vedrà impegnati da Lampedusa al Brennero per fare una grande marcia”.

Contro l’indifferenza, per l’accoglienza
Lavorare contro la guerra, nel progetto della Tavola della pace, significa innanzitutto lavorare contro l’indifferenza e per l’accoglienza. Per Flavio Lotti, responsabile della Tavola, “questa marcia è un atto dovuto a tutti i cittadini di questo mondo che stanno pagando il prezzo più caro. Ci rimettiamo in cammino – ha detto – mentre tanti rimangono seduti, indifferenti. Vogliamo reagire all’abitudine con la quale stiamo prendendo a dosi quotidiane tutte le notizie devastanti che avvengono nel mondo. Abbiamo il dovere di proteggere chi rischia la vita”.

Padre Zanotelli, basta vendere armi
Anche se, per risolvere i conflitti, è necessario combatterne le cause. Non limitarsi a ad arginarle. Innanzituto facendo delle scelte, come smettere di vendere armi nei teatri di guerra. Lo sostiene padre Alex Zanotelli, missionario pacifista della comunità dei Comboniani, che invita l’Italia a prendersi le sue responsabilità. Stiamo dando armi a tutti questi Paesi. È inutile che andiamo a piangere l’Isis, ne siamo parte integrante per le armi che diamo”.