Alle porte della Tuscia un’Ultima Cena di Leonardo precedente a quella di Milano

Alle porte della Tuscia un’Ultima Cena di Leonardo precedente a quella di Milano

Un dipinto di Leonardo Da Vinci alle porte della Tuscia. A sostenerlo è Guido Carlucci, fondatore della corrente artistica del Sensorialismo Materico, che vanta un artista anche nella Tuscia. Si tratta in questo caso del bagnorese Francesco Medori, che si sta dando da fare per la diffusione di questa prospettiva.

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Un dipinto di Leonardo Da Vinci alle porte della Tuscia. A sostenerlo è Guido Carlucci, fondatore della corrente artistica del Sensorialismo Materico, che vanta un artista anche nella Tuscia. Si tratta in questo caso del bagnorese Francesco Medori, che si sta dando da fare per la diffusione di questa prospettiva.

L’opera di Leonardo si troverebbe a Greccio, all’interno della chiesa di San Michele Arcangelo, realizzata nel Trecento. Si tratta di una raffigurazione dell’Ultima Cena e secondo Carlucci proprio nella piccola chiesa del Reatino Leonardo avrebbe affrontato una serie di studi che poi lo avrebbero portato al capolavoro, universalmente riconosciuto, realizzato a Milano.

A prova della presenza di Leonardo a Greccio Carlucci porta un disegno, custodito agli Uffizi di Firenze, datato 1473, che immortalerebbe la prospettiva che si apre dalla località Cappelletta (montagna sopra a Greccio). Si tratterebbe del disegno 8p.

“Leonardo era giovane e non famoso. Decide quindi di dipingere nella chiesa di San Michele Arcangelo – sostiene Carlucci -. Con questo dipinto comincia lo studio della grande opera che ha segnato la storia: “L’Ultima Cena” nel 1498. Affermo questo per due motivi fondamentali: i colori sono di Leonardo, (stessi pigmenti) e il Cristo, come qualche apostolo, sono quasi uguali.

Inconfondibile la perfezione delle mani del Cristo stesso che le ritroviamo nel dipinto famoso. Per quasi 500 anni il dipinto non è stato notato perché la sua posizione è nascosta, e nelle fasi di ristrutturazione della chiesa non sono mai entrati esperti per capire l’importanza di questo affresco”.

Per Carlucci se non fu Leonardo a realizzarlo si tratta verosimilmente di un’opera almeno di un suo allievo.
Ad avvalorare la tesi della presenza di Leonardo a Greccio anche altre riflessioni: “Da Vinci era attirato dalla filosofia francescana, diversa dalla chiesa di quel tempo. Leonardo cercava anche perdono per le sue immagini esoteriche: in quel periodo dicono che Leonardo attraversasse un momento durissimo per le accuse verso di lui da parte dei fiorentini. Non dimentichiamo il grande amore di Leonardo per la natura, che – anche se in modo diverso – era compatibile con il poverello di Assisi”.