Alexjem: intervista in occasione della pubblicazione del suo ultimo videoclip

Alexjem: intervista in occasione della pubblicazione del suo ultimo videoclip

Oggi vi parlerò di Alessandro Lamoratta, musicista viterbese, e lo farò partendo dalla fine e dal fatto che proprio oggi, 22 dicembre 2017, è ufficialmente uscito il videoclip di Anymore, singolo estratto dal suo ultimo EP: Arcade.

ADimensione Font+- Stampa

di Manuel Gabrielli

 

Viterbo è un limbo, non si sta né bene né male. In questo luogo, tanto incantevole quanto povero di stimoli, vivono il dramma comune dell’immobilismo, della mancanza di lavoro e dell’impossibilità di trovare un affitto così basso altrove, centinaia se non migliaia di viterbesi, sia di nascita che acquisiti. Le condizioni avverse sono però il contesto ideale per una reazione, poiché in realtà niente è più stimolante dell’assenza stessa dello stimolo e niente porta al cambiamento più di una situazione scomoda. È così che nonostante Viterbo sia Viterbo, non è poi raro conoscere artisti di ogni genere: disegnatori, scrittori, musicisti, cineasti, spesso giramondo ma qui residenti. Oppure sportivi di successo in Italia e a volte all’estero ma in molti casi totalmente sconosciuti in questa veste anche al loro vicino di casa.

Oggi vi parlerò di Alessandro Lamoratta, musicista viterbese, e lo farò partendo dalla fine e dal fatto che proprio oggi, 22 dicembre 2017, è ufficialmente uscito il videoclip di Anymore, singolo estratto dal suo ultimo EP: Arcade. L’album è acquistabile e ascoltabile direttamente dal sito www.alexjemproject.com mentre per vedere il video potete cliccare qui. 

Però, prima di conoscere più approfonditamente l’opera, è necessario conoscere l’artista. 

 

Alessandro, una breve presentazione per i nostri lettori

“Mi chiamo Alessandro Lamoratta, in arte Alexjem, e sono nato nel 1983. Sono autore e compositore con la chitarra, e docente di chitarra moderna presso la scuola di musica Guitar Art Academy di Viterbo. Ho studiato chitarra rock con Steve Vai, Joe Musella, Robin Stone, Scotty Johnson, Bruce Bartlett, Rick Peckham e Larri Baione, conseguendo nel 2013 il “Professional Certificate Rock Guitar” dal Berklee College of Music.

Nel 2014 ho avuto l’onore di esibirmi con Steve Vai in occasione dell’Alien Guitar Secrets Masterclass a Roma e quest’anno mi sono aggiudicato, per la sezione musica, il secondo posto sul podio al Contest “100 storie di creatività del Lazio 2017” con un progetto di musica elettronica sperimentale arricchito dall’uso di chitarra e controller midi”.

Parlaci invece del tuo alterego, Alexjem

“Alexjem è un progetto nato nel 2015 dopo che sono entrato in contatto con la Livid Instruments, un’azienda statunitense specializzata in controller MIDI. Quest’ultima stava producendo un prototipo di controller per chitarristi con la particolarità di poter essere posizionato sulla chitarra stessa e utilizzabile tramite una pulsantiera. Da questo stimolo è nata l’idea di fondere il rock tradizionale, o comunque qualsiasi tipo di playing chitarristico, ad una componente elettronica.

In un primo momento mi sono ispirato agli anni ’80, in quanto uno dei miei idoli è Buckethead, virtuoso e shredder (nell’heavy metal si usa questo termine per riferirsi a chitarristi dotati di notevole tecnica e velocità n.d.r.) di quell’epoca che però può vantare anche alcune colonne sonore di videogame tra cui il famosissimo Mortal Kombat. Quindi di fatto in un primo momento l’intento era proprio quello di creare una sonorità da videogame. Dopodiché guardandomi attorno ho preso ispirazione pure dalla musica moderna, in particolar modo la dubstep americana, di cui l’esempio più noto è Skrillex. Da tutto ciò è nato il primo prodotto, un mix tra il mio strumento e la dubstep, e il nome di questo singolo è Kaboom”.

Sono poi passati 2 anni, cosa è successo nel frattempo?

“In quello stesso periodo dell’uscita di Kaboom mi è capitato di vedere Tron: Legacy (2010), un film di fantascienza remake del film cult Tron (1982). La colonna sonora di questo film è stata commissionata ai Daft Punk, noti alle mie orecchie come gruppo tipicamente dance e funky. In realtà dopo aver visto Tron: legacy sono rimasto colpito dalla colonna sonora e contemporaneamente mi sono riavvicinato ad un altro noto gruppo degli anni ’80, i Depeche Mode, di cui mi hanno colpito le ultime due produzioni.

La caratteristica di entrambi i gruppi è quella di aver rievocato delle sonorità tipicamente anni ’80 rendendole però attuali. A pari merito tra le mie influenze ci sono anche i Muse, un gruppo che è stato sempre capace di modernizzarsi e ha sempre incluso anche molta elettronica. Ricapitolando, il mio obbiettivo era quello di scrivere qualcosa che ricordasse i videogame degli anni ’80, con sonorità di quella epoca ma rifatte in modo che fossero il più moderne possibile”.

A questo punto parlaci del tuo ultimo EP.

“Quest’anno è nato Arcade, un EP di 4 tracce. La titletrack che dà il nome all’album è, secondo me, un riassunto di quanto detto fino ad adesso. È come se avessi preso una colonna sonora di un videogioco a 8 bit e l’avessi portata nel 2017. Sono soddisfatto perché credo di essere riuscito, nonostante le varie influenze, a creare un prodotto autentico, con una sua identità. Oltretutto per farlo ho dovuto suonare il mio strumento, cosa alla quale ovviamente tengo molto, mescolandolo però con i synth. Ho deciso di registrare i pezzi di chitarra totalmente in digitale proprio in virtù del fatto di poterle elaborare fino all’estremo. Non utilizzando suoni analogici magari ho peccato a livello di qualità, però di certo ho guadagnato molto come contesto. Non si tratta di un pezzo rock e quindi la chitarra “finta” è più che giustificata.

Per i più tecnici, ho usato molti VST instruments come Massive, Monark e in particolar modo per le chitarre ho utilizzato Amplitube 4 della IK multimedia”.

Oggi è in uscita anche il videoclip di un singolo estratto da Arcade. Parlaci di Anymore.

“In tutti i dischi in genere c’è una hit, un singolo, ed in questo caso è la prima traccia dell’EP, Anymore. Questo brano differisce un po’ dal discorso generale, pur essendo omogeneo con esso. È sostanzialmente la traccia più fruibile in quanto è anche cantata. Sia a livello di struttura che di linea melodica è stata pensata per essere facilmente ascoltabile, ed è indubbiamente un pezzo più “radiofonico””.

Di cosa parlano sia testo che video?

“Ogni qualvolta si scrive un testo si parla anche un po’ di se stessi. C’è magari una componente di fantasia, quindi non è detto che se si parla di una storia finita debba esserlo successivamente anche la tua, ma un testo è sicuramente legato ad un momento specifico della tua vita.

Anymore nell’unione tra testo e video racconta la malinconia e la tristezza di una storia appena finita e vissuta nelle emozioni del giorno stesso. Nella prima parte c’è la voglia di reagire mentre nella seconda, con l’avanzare del brano, ci si rende conto che non si riesce a superare il dolore, che c’è voglia di ricominciare e la speranza è che la porta sia ancora aperta e tutto si possa ancora recuperare. Il finale è aperto, è una relazione che può ripartire o no. Sicuramente la storia è vissuta da due persone ed è per questo che nel brano c’è sia una componente femminile che una maschile, anche nella voce. La due voci duettano, perché hanno vissuto le stesse emozioni nella stessa giornata, sono due anime che si sono divise in quello stesso giorno. Nel video c’è quasi solo lei perché l’idea era quella di far vedere lo stato d’animo solo da una parte, non da entrambe. Il mio ruolo nel video potrebbe essere quello di una comparsa oppure una sua visione, apparentemente non è importante, ma sono io ad aiutarla quando non ce la fa più perché, alla fine di tutto, è una storia da risolvere insieme”.

Informazioni sull’EP

“Arcade è uscito il 7 luglio 2017, oltre ad Alessandro hanno partecipato anche Gabriele Colantuoni ai synth e Martina Fasanari per la voce del brano Anymore. Tutti i brani sono di Alessandro eccetto il testo di Anymore che è stato scritto insieme a Emanuele Tartaglia.

Curato nella fase finale di mastering da Pete Doell presso AfterMaster Audio Labs di Hollywood, è disponibile in tutti i digital store. Clicca su www.alexjemproject.com per tutti i link utili. Informazioni sul videoclip:
Il videoclip di Anymore è stato scritto da Sante Paolacci, diretto da Gabriele & Andrea Bizzoni e interpretato da Federica Sabatini”.

 

 

 

  • piff

    “Viterbo è un limbo, non si sta né bene né male. In questo luogo, tanto incantevole quanto povero di stimoli…” ma l’intervistatore ogni tanto esce di casa? o pensa di perpetuare all’infinito sta litania trita e ritrita da vecchi dentro?