Al Teatro Unione sicurezza fa rima con arte e decoro

Al Teatro Unione sicurezza fa rima con arte e decoro

Quando sicurezza fa rima con decoro e arte. Nell'intervento di ristrutturazione del Teatro Unione, andavano salvaguardati gli uni e gli altri aspetti: una "comunione" di intenti che talvolta non si concretizza e che penalizza molto spesso l'estetica

ADimensione Font+- Stampa

Quando sicurezza fa rima con decoro e arte.  Nell’intervento di ristrutturazione del Teatro Unione, andavano salvaguardati gli uni e gli altri aspetti: una “comunione” di intenti che talvolta non si concretizza e che penalizza molto spesso l’estetica. A Viterbo non è accaduto perché i vigili del fuoco, deputati per legge a vigilare sulle prescrizioni, si sono messi di impegno e hanno operato in modo da garantire il rispetto delle regole e la cura di un luogo nobile, qual è appunto il teatro cittadino. A raccontare come sono andate le cose, l’ingegner Giuseppe Paduano, comandante provinciale. “Bisogna partire da un presupposto importante – sottolinea – e cioè che non si può transigere sulla sicurezza di chi lavora e di chi frequenta il teatro come spettatore. Ma non si tratta di un conflitto, anzi il nostro compito è stato proprio quello di armonizzare e contemperare le diverse esigenze”.

Giuseppe Paduano, comandante provinciale dei vigili del fuoco

Già, ma come? Senza scendere in particolari tecnici di difficile comprensione per il profano, ecco la spiegazione del colonnello Paduano: “A Viterbo abbiamo applicato le direttive del nuovo regolamento in materia di norme antincendio: un documento emanato nella scorsa primavera e approvato a livello regionale a fine maggio del 2016. Dopo un mese o poco più, quelle norme sono state utilizzate proprio per l’Unione. Con un pizzico di orgoglio, posso affermare che per me è stata una grande soddisfazione sia personale che professionale”. “In pratica – continua – non è affatto detto che per aumentare bisogna costruire, anzi sovente bisogna eliminare qualcosa. Diciamo che l’esigenza è di razionalizzare”. Un esempio pratico viene da una porta esistente nel foyer del teatro (sulla sinistra guardando il palcoscenico) che è stata abbattuta: “Era un pugno nell’occhio – chiosa Paduano – e non aveva alcuna necessità di continuare a stare lì”.

La zona dell’Unione dove è stata abbattuta una porta

Altri interventi si sono resi necessari sulla parte superiore, nella zona del loggione e sui palchetti, ai quali è stata applicata una sorta di “ringhiera” che non solo si armonizza con l’esistente ma che soprattutto aumenta la sicurezza degli spettatori. Particolare attenzione, inoltre, nella scelta dei materiali. “E qui – aggiunge l’ingegner Paduano – ho messo a frutto la mia lunga esperienza di responsabile del laboratorio che concede le certificazioni ignifughe. Tutto quello che c’è oggi nell’Unione è assolutamente conforme alle esigenze di sicurezza, necessarie in strutture del genere. Sottolineo poi che si è cercato anche di tener conto delle esigenze artistiche: non basta cioè dare prescrizioni, perché certi materiali sono proprio brutti e inopportuni per un teatro. Anche l’occhio, come si dice, vuole la sua parte. Anche nel nostro lavoro, è molto più importante prevenire che curare”.

L’orologio sul palcoscenico del teatro: è fermo a poco più di mezzogiorno

Il comandante Paduano sembra avere un feeling particolare con i teatri. “Quando operavo nel laboratorio sullo studio dei materiali – ricorda – ho operato a lungo per La Scala di Milano e La Fenice di Venezia (durante la fase della ricostruzione) e anche per una struttura più piccola a Racalmuto, in provincia di Agrigento, dove per un evento particolare avemmo pochi giorni a disposizione per mettere a posto le cose. Ce la facemmo in tempo e anche quella fu una bella soddisfazione: massima sicurezza per tutti e rispetto dell’architettura e dei beni storici e artistici esistenti”. La sintesi è molto semplice: “Sono convinto che un teatro rappresenti il biglietto da visita di una città e che quindi vada curato e gestito nel modo migliore. A Viterbo, grazie alla collaborazione con il progettista, professor Nigro, e con l’amministrazione comunale, ci siamo riusciti: ne siamo soddisfatti e orgogliosi”.

Un ultimo appunto: per il concerto del 4 luglio della Banda della Marina, sarà possibile mettere a posto l’orologio che sta in alto proprio sul palcoscenico? E qui non c’entrano né la sicurezza né i vigili del fuoco…

Banner
Banner
Banner