Al Comune di Viterbo servirebbe Leonardo (Da Vinci)

Al Comune di Viterbo servirebbe Leonardo (Da Vinci)

Che cosa è l'amministrazione Michelini? In diversi iniziano a chiederselo, a un anno e qualche mese dall'insediamento. Viterbo non sta benissimo, servirebbe un genio per rilanciarla.

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Un giornale non dovrebbe stare né al governo, almeno che non si trovi negli anni Cinquanta in Urss e si chiami Pravda, né all’opposizione. Un giornale dovrebbe dire le cose come stanno, con tutti i limiti di un’impresa così complessa. A un anno e un pugno di mesi dall’inizio dell’era Michelini è necessario fare i conti con quello che ci troviamo davanti. Chi è Leonardo Michelini? “Una brava persona”, questa la frase più gettonata per le vie e i bar di Viterbo. Poi ci sono delle sottodeclinazioni che vanno per la maggiore:  “Una brava persona che sta nel posto sbagliato” e “Una brava persona circondata da persone sbagliate”.

Questa è la fotografia se si va a impressionare la pellicola tra i viterbesi. Leonardo Michelini è da mandare a casa? Presto per dirlo, meglio lasciarlo navigare ancora un po’ e vedere dove porta la barca del Comune di Viterbo. Però va detto che quanto stiamo osservando non è da paese delle meraviglie. Diciamo che Michelini è un capitano che magari ha in mente delle rotte precise, ma chi gli sta intorno non perde occasione per capovolgere la mappa e generare confusione.

La vergogna dei consigli comunali (ritardi, perdite di tempo, sedute che saltano) è sotto gli occhi di tutti. Poi c’è la macchina amministrativa, con dei dirigenti che a ben guardare non sembrano proprio essere delle stelle polari. Sui dirigenti poi sarebbe il caso di aprire un’indagine conoscitiva, scandagliare il loro operato e metterli un po’ al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica. Il Comune è retto dai politici, ma si muove attraverso i dirigenti. E se questi non marciano bene finiscono per rallentare la truppa. Sarebbe da aprirci un capitolo a parte, ma rinviamo l’appuntamento ai posteri.

A oggi possiamo dire che Michelini è come un pittore che ha in mente una meraviglia: la Viterbo che ci ha raccontato in campagna elettorale. Là dove ha vinto perché il suo predecessore, che comunque col senno di poi forse andrebbe rivalutato un attimino, era salito sul ring già cotto. Oggi Michelini è l’uomo che va all’incasso del Plus di Marini, della riqualificazione di Sallupara di Marini, del lavoro sull’Unesco impostato da Chicco Moltoni in epoca centrodestra, dei lavori per la sistemazione dell’Unione di Marini. E di suo? Sulla tavola ha apparecchiato la città termale, la città d’arte e di cultura. Nella cesta delle promesse troviamo invece altre cose importanti: lavoro ai giovani e agli over 50 tramite cooperative sociali, risoluzione problema arsenico, smart city. Su quest’ultima voce sta lavorando Alvaro Ricci, e dovremmo vedere cose interessanti nei prossimi mesi. Sulle altre?

Ci sono assessori di questa giunta che risultano impercettibili. Può un buon capitano, dando credito a Michelini di esserlo, fare un buon lavoro quasi in solitaria? E la Viterbo capoluogo che deve funzionare da traino al territorio della provincia? Dove sta? Cosa si sta facendo per farla vedere?

La macchina Michelini risulta male organizzata, debole sul piano della comunicazione (che nelle società contemporanee è una buona parte del tutto), con problemi politici tra la gente che compone la maggioranza e negli uffici. Gli uffici, vera e propria croce per ogni amministratore. Sono questi il punto di contatto tra i cittadini e il Comune. In che condizione sono? Quanto è qualificato il personale? Quanto disponibile all’ascolto e alla comprensione? Quanto capace di risolvere i problemi e quanto capace di crearne di inutili? Quanto infettati da clientelismo o parentelismo?

Amministrare un Comune è roba tosta, roba da geni. A questa amministrazione servirebbe carattere, presenza, comunicazione, organizzazione, precisione, professionalità. Un uomo solo non può dipingere una bella città se non segue queste strade. Michelini dovrebbe guardare dentro la sua macchina amministrativa e mettere ordine, dovrebbe lavorare per una città bella e funzionale. Dovrebbe essere Leonardo Da Vinci oppure dare la buonanotte a tutti.