Addio treni diretti: “Viterbo è sempre più lontana da Roma ed è una volontà politica”

Addio treni diretti: “Viterbo è sempre più lontana da Roma ed è una volontà politica”

“Dopo decenni di battaglie abbiamo perso la guerra contro la Regione Lazio – spiega un lettore – Sono anni che si denuncia questa situazione e che si chiedono treni che possano collegare Viterbo con Roma in poco più di un’ora".

ADimensione Font+- Stampa

Viterbo è sempre più lontana da Roma, addio ai treni diretti. Ci scrive un lettore-pendolare che lamenta il fatto che con il nuovo orario i treni diretti scompaiono del tutto dimostrando “la volontà politica di lasciare la nostra città fuori dal mondo”. “Dopo decenni di battaglie abbiamo perso la guerra contro la Regione Lazio. – aggiunge il lettore – Sono anni che si denuncia questa situazione e che si chiedono treni che possano collegare Viterbo con Roma in poco più di un’ora. È possibile ma non lo si vuole fare. Nessuna amministrazione comunale l’ha mai voluto fare”.

A dimostrazione di ciò il lettore porta alcuni dati. Innanzitutto l’orario vecchio e nuovo, che prevede un tempo di percorrenza di pochi minuti superiore nonostante il nuovo percorso includa tutta una serie di fermate, che prima, nell’unica corsa diretta delle 6.21 il convoglio non faceva. “Visto che i due treni ci mettono lo stesso tempo – aggiunge – il treno con il vecchio orario lo facevano andare piano”. Ecco allora “la volontà politica di lasciare la nostra città fuori dal mondo”.

Il pendolare chiama alla responsabilità il Comune di Viterbo che non si spende per i propri cittadini che ogni giorno si imbarcano sui treni della speranza e che ogni giorno combattono con lunghi ritardi e cancellazioni di corse. “Esiste forse un tavolo al Comune di Viterbo dove tutti i cittadini che viaggiano da e per la città possano discutere per attuare politiche serie per il trasporto? No”. Domanda e risponde amaramente il lettore. “Questo è l’ennesimo sfogo che nessuna amministrazione ascolterà.. come sempre”, conclude.

 

La lettera integrale

Ci sono riusciti finalmente! Dopo decenni di battaglie abbiamo perso la guerra contro la Regione Lazio. Viterbo perde l’ultimo baluardo; il treno diretto delle 6.20 della mattina per Roma. Era rimasta l’unica torre di difesa, visto che già negli anni passati altre torri (treni diretti) erano cadute.

Sono anni che si denuncia questa situazione e che si chiedono treni che possano collegare Viterbo con Roma in poco più di un’ora. E’ possibile ma non lo si vuole fare. Nessuna amministrazione comunale l’ha mai voluto fare. Che lo si possa fare lo dimostra proprio Il cambiamento dell’orario. Fino ad oggi si partiva alle 6.21 e si arrivava a Roma Ostiense alle 7.57, saltando tutte le fermate (tranne Vetralla) fino a Bracciano. Dal 12 dicembre si partirà alle 6.15 e si arriverà a Roma Ostiense alle 7.57 facendo TUTTE le fermate tra Viterbo e Bracciano. Ogni fermata sono tre minuti tra decelerare, fermarsi e ripartire, quindi quasi 10 minuti in più con il nuovo orario, che invece dà lo stesso tempo di percorrenza del vecchio. Ma allora, visto che i due treni ci mettono lo stesso tempo, il treno con il vecchio orario lo facevano andare PIANO!! Ed ecco quindi che si dimostra che non esiste un problema di velocità oltre la quale non si può andare, ma solo una volontà politica di lasciare la nostra città fuori dal mondo. Dite che anche i paesini hanno bisogno del treno? Certo, ma nulla vieta di far treni diretti e treni locali che partano subito dopo (come qualche anno fa). Nulla a parte una becera volontà politica.

Esiste forse la consapevolezza che trasporti veloci favoriscono il turismo e potrebbero far riempire le casse del Comune con le tasse e quelle dei commercianti con i soldi della gente che con un collegamento veloce con Roma potrebbe trovare conveniente venire ad abitare qui a Viterbo? Esiste forse un tavolo al Comune di Viterbo dove TUTTI i i cittadini che viaggiano da e per la città possono discutere per attuare politiche serie per il trasporto? No. E questo mi fa pensare amaramente che Il mio è l’ennesimo sfogo che nessuna amministrazione ascolterà.. come sempre.

Luigi Tozzi
Pendolare di lungo corso

Banner
Banner
Banner