Addio Massimo Natili, se ne va un altro grande viterbese

Addio Massimo Natili, se ne va un altro grande viterbese

La velocità nel sangue, il sorriso e il saper stare al mondo. Finisce la strada di Massimo Natili, in una notte di settembre. E' da poco passata la mezzanotte quando ci arriva la notizia della sua morte. Ci inviano anche due vecchie foto, in bianco e nero. Sono le foto del campione Natili, del campione sportivo.

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La velocità nel sangue, il sorriso e il saper stare al mondo. Finisce la strada di Massimo Natili, in una notte di settembre. E’ da poco passata la mezzanotte quando ci arriva la notizia della sua morte. Ci inviano anche due vecchie foto, in bianco e nero. Sono le foto del campione Natili, del campione sportivo.

Se ne è andato a 82 anni, compiuti lo scorso 28 luglio, in un letto di Belcolle. Era nato a Ronciglione, terra di buoni cavalli. E un cavallo di razza lo è stato anche lui. Ma non tanto, non solo, per i suoi successi, per le cose incredibili che gli sono toccate in sorte, perché le ha cercate; piuttosto per quell’amore e quella voglia di vedere lo sviluppo della sua terra. Era uomo di idee Massimo Natili e chi ci ha parlato, chi lo ha frequentato, ce lo racconta col sorriso.

Cerchiamo di recuperare una vecchia pagina di giornale, dove Natili si era raccontato al bravo collega Glauco Antoniacci. Non ci siamo riusciti. Un viterbese da libro, tanto che proprio negli anni in cui misi in cantiere il progetto di scrivere un libro per ogni viterbese degno di nota, dopo Gigi Malé e Alberto Ciorba, c’era pure lui: Massimo Natili. Quel progetto ‘Viterbesi’ si fermò poi al libro sul pugile Malè.

Di Natili si trova scritto anche su Wikipedia. “Era un pilota automobilistico italiano. Corse nel 1961 il Gran Premio di Gran Bretagna e si qualificò per l’appuntamento di Monza, nel quale però non prese il via. Durante l’anno disputò anche Gran Premi fuori campionato. Nel 1962 ebbe un grave incidente a Monza a bordo di una Formula Junior e fu salvato da uno spettatore, Sergio Kellermann. Chiuse quarto il Gran Premio di Roma nel 1964, prima di passare alle gare in Formula 3”.

Queste le vette della gloria che raggiunse. A Viterbo lo conoscevano poi tutti per le presenze alla Mille Miglia, con nel sedile di fianco personaggi tipo Anna Falchi, Paola Perego, Simona Ventura. Nel 1967 fece la gioia dei suoi tifosi veri vincendo la Coppa del Cimino.

Poi una vita da imprenditore, nel settore delle auto.

L’ultimo saluto questo mercoledì 20 settembre alle 15 al duomo di Viterbo.

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