Acqua pubblica, un consiglio bollente

Acqua pubblica, un consiglio bollente

L'acqua è un tema bollente e molto burrascoso. Sullo sfondo c'è una gestione per la Tuscia attraverso Talete e le difficoltà di liquidità di quest'ultima che sono un fatto noto. Il Comune di Viterbo deve decidere il da farsi.

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L’acqua è un tema bollente e molto burrascoso. Sullo sfondo c’è una gestione per la Tuscia attraverso Talete e le difficoltà di liquidità di quest’ultima che sono un fatto noto.

Servono capitali e da qualche parte dovranno pur arrivare. O dai Comuni o dai privati, su questo non ci piove. Il consiglio comunale straordinario di oggi è stato segnato da grande agitazione. Folta presenza di cittadini, appartenenti o simpatizzanti del comitato ‘Non ce la beviamo’. Il comitato che ha sostenuto, con la raccolta firme il referendum comunale sull’acqua pubblica.

Referendum saltato per questioni di tempi e su cui è arrivato, a scoppio ritardato, anche un parere del ministero. Se ne è data lettura direttamente in aula: “L’argomento non ricade strettamente nelle materie d’esclusiva potestà locale”. A renderlo pubblico la voce del sindaco Michelini.

Chiara Frontini della lista civica Viterbo2020 ha quindi presentato un ordine del giorno, attraverso cui si puntava a impegnare giunta e primo cittadino a “promuovere una gestione del servizio idrico autenticamente pubblica, con divieto assoluto di affidare il servizio a società partecipate da privati”. Una mossa per spingere il Comune di Viterbo a opporsi all’ingresso di capitali privati in Talete.

Ordine del giorno bocciato dalla maggioranza. Fa eccezione Melissa Mongiardo mentre Christian Scorsi non vota. Non sono mancate le uscite tattiche, nel centrodestra e nel centrosinistra, dalla sala al momento del voto.
La linea del Pd è espressa dal capogruppo Mario Quintarelli: “Non vogliamo privati ma una gestione pubblica non esclude il coinvolgimento degli stessi”. Fa eco Scorsi: “Abbiamo idee diverse su cosa significa gestione pubblica dell’acqua. Per noi l’esito referendario non esclude il coinvolgimento dei privati”.

L’atmosfera si surriscalda. Alcuni voltano le spalle al momento in cui prende parola Michelini, altri indossano maschere da Pinocchio. Tutti quelli con atteggiamento poco consono al rispetto dell’aula vengono allontanati. Si sfiora anche lo scontro fisico.

Seduta sospesa. In consiglio anche il sindaco di Corchiano Bengasi Battisti, icona locale dell’acqua pubblica.

Decarta racconta la Tuscia