Abolizione del vitalizio, Sposetti ribadisce il suo no: “Va difeso il Parlamento”

Abolizione del vitalizio, Sposetti ribadisce il suo no: “Va difeso il Parlamento”

"Il problema è che ci sono 40enni del mio partito che non si pongono il problema di come vada difeso il Parlamento e la Democrazia"

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Dopo Fioroni anche Sposetti contro l’abolizione del Vitalizio. Ieri mattina, prima che la Camera dei Deputati desse il via libera al provvedimento presentato dal parlamentare Matteo Richetti, il senatore viterbese è intervenuto a Radio24 e ha parlato del vitalizio. Il senatore del Partito Democratico Ugo Sposetti da sempre si è detto contrario all’abolizione e anche ieri ha ribadito la propria posizione. Nel merito e nel metodo.

Nel metodo, perché, secondo Ugo Sposetti si personalizza troppo la discussione e si incentra troppo sul calcolo e ricalcolo dei vitalizi. “Ho cercato sempre di spostare il dibattito sul valore del Parlamento e perché va difeso. Il problema è che ci sono 40enni del mio partito che non si pongono il problema di come vada difeso il Parlamento e la Democrazia”.

Sposetti intervistato da Alessandro Milan e Oscar Giannino per 24Mattino ha criticato l’antiparlamentarismo del provvedimento. “Il testo stesso fa apparire chi ha fatto questa scelta [di fare vita politica, ndr], come me, come uno che non ha diritto a nulla e come un delinquente. E non è così. Se la discussione si sposta su quanto mi tolgono è chiaro che sembra che io abbia usurpato qualche cosa”.

Nel merito Sposetti cita una sentenza della Corte Costituzionale del 1968 nella quale si diceva che “al Parlamento deve essere riconosciuta una posizione costituzionale del tutto peculiare. Le norme sono da qualificare come diritto singolare […]”. 

Non è un problema passare da 8 a 6 mila euro, “ma come viene presentato il tutto”. Sposetti parla di una sorta di rincorsa al Movimento 5 Stelle e cita a riguardo anche l’abolizione dei rimborsi elettorali ai partiti voluta da Matteo Renzi ed Enrico Letta. “Abbiamo privato la politica e abbiamo fatto un danno ai lavoratori dei partiti. Sono già stati in cassa integrazione o già licenziati”. Il provvedimento è o no in difesa delle Istituzioni? Si chiede Sposetti. Secondo lui, no.

Nei giorni scorsi anche il deputato Giuseppe Fioroni si era espresso contro il provvedimento

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