A Viterbo locali di serie A e di serie B

A Viterbo locali di serie A e di serie B

L'attacco del comitato Tulipani che con una serie di volantini sta denunciando il trattamento da figli e figliastri per i locali del centro storico e quelli fuori le mura

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Tutto è iniziato quest’estate, quando Palazzo dei Priori ha deciso di usare il pugno duro con i locali del centro storico. Troppo rumorosi, secondo gli abitanti dei quartieri medievali viterbesi, anche se i proprietari hanno fatto i salti mortali per cercare di coniugare il divertimento dei giovani avventori che arrivano per svagarsi, con le limitazioni al rumore per rispettare chi vive in quelle zone del centro storico.

Durante il periodo estivo il Comune è stato intransigente con i locali: l’orario di chiusura è all’1, non si sgarra. Ma esistono locali di serie A e di serie B, quelli dove le regole si rispettano alla lettera e quelli dove ci sono le deroghe. Almeno a quanto dice il comitato Tulipani e il suo presidente Alberto Abatecola, negoziante del centro storico, che in un volantino inveisce contro le ordinanze da figli e figliastri del Comune.

Al centro dell’attacco del negoziante il sindaco Michelini e i suoi assessori, soprattutto quelli addetti agli affari relativi al centro storico. Secondo il comitato, infatti, la nuova ordinanza del Comune mira a far chiudere tutti i locali del centro storico all’1 mentre gli altri, “quelli nella zona dei padroni” dice, hanno la facoltà di chiudere alle 3 di notte.

Non solo orari, però, nella protesta del comitato, che denunciano anche come ci siano attività “fortunate” con zone di ampi parcheggio tutt’intorno, mentre altre “sfigate” si ritrovino circondati di strisce blu. Insomma secondo il comitato si fanno figli e figliastri per quanto riguarda i locali di Viterbo, sia del centro che fuori, e si chiede maggiore rispetto verso i commercianti senza trattamenti diversi per uno o per l’altro.

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