A Viterbo il Carnevale è morto, anzi è nato morto

A Viterbo il Carnevale è morto, anzi è nato morto

Le festività di Carnevale in qualche modo scoprono il nervo e fanno battere la lingua là dove il dente duole. Mentre Ronciglione e Civita Castellana la fanno da padroni, richiamando tantissima gente e apparecchiando feste rispettabili e significative, a Viterbo tutti dormono sonni sereni. E' come se la città dei Papi fosse stata immersa in una tazzona di “Filtro Fiore Bonomelli”.

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Carnevale a Viterbo, in scena la “sagra della tristezza”. Un capoluogo lo riconosci anche dalla capacità di essere propositivo e dinamico. Sicuramente più della provincia che gli gira intorno. Almeno così dovrebbe essere, peccato che nella Tuscia il concetto non trovi declinazione nella realtà.

Le festività di Carnevale in qualche modo scoprono il nervo e fanno battere la lingua là dove il dente duole. Mentre Ronciglione e Civita Castellana la fanno da padroni, richiamando tantissima gente e apparecchiando feste rispettabili e significative, a Viterbo tutti dormono sonni sereni. E’ come se la città dei Papi fosse stata immersa in una tazzona di “Filtro Fiore Bonomelli”.

Eppure il Carnevale anche nel capoluogo ha avuto i suoi fasti. In tempi non troppo lontani veniva addirittura messo in palio al carro più bello un leone d’oro massiccio, conteso tra i vari quartieri della città d’allora. Il carro più bello infine veniva premiato proprio con questo prestigioso riconoscimento.

Il Comune ci metteva del suo, cosa che oggi non accade più. Da diverso tempo a onore del vero. Gli ultimi carri che si ricordano risalgono ormai agli anni Ottanta. Ma non solo la mancanza dei carri allegorici a farsi sentire. Manca proprio tutto. Palazzo dei Priori non ha “cacciato” fuori un euro per iniziative legate all’importante momento di feste.

Morale della favola? Non c’è il clima e nessuno ci investe, neanche i privati. Conseguenze? Nessuno viene a Viterbo e gli stessi viterbesi galleggiano nella noia o debbono andare in giro per la provincia per avere uno spiraglio di sole.

Insomma a Viterbo non c’è bisogno di mettere in scena un funerale di Re Carnevale, come accade nella vicina Ronciglione in maniera spettacolare. Non c’è bisogno proprio perché Re Carnevale non ha mai regnato.

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