A Spoleto le tavole rotonde, a Viterbo le riunioni nelle segrete stanze

A Spoleto le tavole rotonde, a Viterbo le riunioni nelle segrete stanze

A Viterbo la riunione tra i 20 saggi era stata convocata presso la Sala del Consiglio. Il che faceva sperare che almeno si potesse assistere ai lavori. Invece no. La riunione era stata spostata all’interno degli uffici del sindaco.

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“Non dobbiamo ispirarci a nessun modello, dobbiamo avere il nostro”: ovvero il modello Viterbo. Così nei giorni scorsi il sociologo Francesco Mattioli, uno dei 20 saggi nominati da Leonardo Michelini per Viterbo Capitale della Cultura, ha risposto alle domande di Sbottonati riguardo ai modelli cui ispirarsi. Tra questi il modello Spoleto che nei giorni scorsi abbiamo raccontato (leggi qui). Le differenze sono soprattutto di metodo e già dall’inizio del percorso a Viterbo lo scoramento che si prova in città è tanto. A Spoleto la giunta comunale ha costituito un gruppo di lavoro nel quale sono stati inseriti degli esperti in tematiche culturali e in progettazione e ha poi convocato una tavola rotonda aperta a “soggetti pubblici e privati che condivideranno l’iniziativa” (da Umbria24.it, leggi).

Una tavola rotonda alla quale hanno partecipato decine di operatori. Insieme, sempre da Umbria24.it ,“si sono confrontati a palazzo Mauri, mettendo sul tavolo proposte. Tra queste, per l’appunto, la creazione e ideazione di un logo e di uno slogan legato alla candidatura per dare visibilità alla scommessa di Spoleto capitale italiana delle cultura. Poi largo all’accoglienza turistica, percorsi interdisciplinari e multiculturali, strategie di comunicazione di ampio respiro, valorizzare la grande tradizione delle arti e mestieri, fino all’utilizzo della mobilità alternativa come grande occasione per liberare piazze e vie dalle auto e valorizzare compiutamente spazi e monumenti”.

E a Viterbo? A Viterbo la riunione tra i 20 saggi era stata convocata presso la Sala del Consiglio. Il che faceva sperare che almeno si potesse assistere ai lavori dei convocati del sindaco Michelini. Invece no. La riunione era stata spostata all’interno degli uffici del sindaco. E i giornalisti, soprattutto se considerati gufi (leggi), non potevano assistere. Se questo è il modello-Viterbo da imporre, forse è il caso davvero di tifare contro e sperare che vinca il modello della partecipazione e della trasparenza: ovvero il modello Spoleto.

 

La foto di apertura è di Umbria24.it e ritrae la tavola rotonda che si è riunita il 14 marzo scorso.