A Sant’Angelo una montagna di amianto, materassi, gomme di auto e sacchi d’immondizia

A Sant’Angelo una montagna di amianto, materassi, gomme di auto e sacchi d’immondizia

Sant'Angelo, frazione del Comune di Viterbo. Anche qui la situazione rifiuti è al di fuori della normalità. Un cittadino scrive a La Fune per raccontare quanto accade e invia delle foto a documentare lo stato dell'arte.

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Sant’Angelo, frazione del Comune di Viterbo. Anche qui la situazione rifiuti è al di fuori della normalità. Un cittadino scrive a La Fune per raccontare quanto accade e invia delle foto a documentare lo stato dell’arte.

La vicenda ha dell’assurdo, considerando che stiamo parlando di un piccolo paese con 150 abitanti. Le immagini non hanno bisogno di commenti, infatti si commentano da sole.

“Questo sfacelo, questa infamia, questo sprezzo di ogni dignità, convivenza umana e civile decoro va avanti ormai da anni – scrive il lettore -.

Taccio delle infrazioni o violazioni a norme, leggi, regolamenti sanitarie quant’altro.
A questo punto chi invia una denuncia come questa si sente in dovere di sollecitare amministratori, funzionari, giornalisti; di proporre soluzioni, accorgimenti, scappatoie; di elevare lamentele, urla, richiami all’ordine. Invece io non farò nulla di tutto questo.

Mi limiterò, invece, a proporre all’intelligenza, alla buona fede, alla sensibilità di amministratori, funzionari comunali, giornalisti e responsabili vari una domanda: è possibile, alle soglie del 2018, sopportare tutto questo?

È possibile che uno dei territori più antichi, belli e incontaminati d’Italia abbia a sopportare uno sfregio di tal fatta? Non rispondete subito, per carità, pensateci bene. Meditate, all’unisono con un veloce esame di coscienza.

Non voglio mettere certo fretta. Si è aspettato per anni, si può stare ancora qualche giorno con l’amianto, i materassi luridi, le gomme e i sacchetti di spazzatura che colano liquame purulento. Non voglio mettervi fretta e nemmeno regalare consigli.

Non è questa la sede per dare consigli. Il comune di Viterbo, i suoi numerosi funzionari, i giornalisti tutti, sia della carta stampata che del web, sanno benissimo cosa bisogna fare per risolvere questo problema. Definitivamente. È solo una questione di volontà. Se si vorrà risolverlo lo si risolverà. I mezzi non mancano. Qui non si danno consigli e nemmeno si piange.
Piangere non serve a nulla, i consigli non siamo noi a doverli dare.

Al massimo si può aspettare: aspettare che tale ferita alla salute, alla bellezza e alla convivenza civile venga risanata, una volta per tutte. E noi aspettiamo, fiduciosi, poiché sentiamo che la giustizia (quella dei codici e quella delle coscienze) è dalla nostra parte.
Nel frattempo cosa possiamo fare? Possiamo inviare nuovamente questa lettera.

Due, cento, mille, diecimila volte se necessario, come fa il protagonista del film ‘Le ali della libertà’. Egli vuole ottenere qualcosa, si sente nel giusto, e allora insiste, insiste, insiste finché la sua giusta richiesta viene esaudita.

Le ali della libertà: un bel film, con Tim Robbins e Morgan Freeman. Se non l’avete mai visto, fatelo. Se l’avete già visto sapete di cosa sto parlando. E così si farà: questa stessa lettera verrà inviata due volte a settimana finché, come è giusto, quella montagna di spazzatura verrà rimossa: definitivamente (nel senso che verrà reso impossibile il ri-formarsi di una situazione simile).

Si è tollerata una montagna di rifiuti nocivi per anni, si potrà, da parte vostra, ben sopportare una montagna di e-mail. Quando la questione verrà risolta (definitivamente) spediremo la nostra ultima lettera: ricca dei dovuti ringraziamenti agli amministratori, ai funzionari comunali, ai funzionari e impiegati della Viterbo Ambiente, ai giornalisti, ai politici, ai consiglieri e a quant’altri si siano mossi per ottenere un felice esito di questa vicenda”.

Natale Viterbo