A Palazzo dei Priori i capolavori viterbesi della pittura del Seicento in mostra

A Palazzo dei Priori i capolavori viterbesi della pittura del Seicento in mostra

La mostra fornisce l'occasione preziosa per esporre tre opere di fondamentale importanza per la pittura del Seicento a livello nazionale, già proprietà del Comune di Viterbo: L'Assunzione di Maria di Giovan Francesco Romanelli, l'Adorazione dei Magi di Cesare Nebbia, la Morte di Maria di Aurelio Lomi.

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 ‘Viterbo e la sua Custode – Capolavori ritrovati: opere del ‘600 a Palazzo dei Priori’. Questo il titolo della mostra inaugurata ieri sera all’interno della Sala della Madonna.  

La mostra fornisce l’occasione preziosa per esporre tre opere di fondamentale importanza per la pittura del Seicento a livello nazionale, già proprietà del Comune di Viterbo: L’Assunzione di Maria di Giovan Francesco Romanelli, l’Adorazione dei Magi di Cesare Nebbia, la Morte di Maria di Aurelio Lomi.

Il notevole prestigio artistico delle opere, tra le massime espressioni dell’arte del Seicento a Viterbo, è evidenziato dal ruolo fondamentale nel contesto della Storia dell’Arte ricoperto dai tre autori. La mostra restituisce alle opere in oggetto una condizione di sicurezza e pubblica fruibilità, porta a proporre un allestimento presso la Sala della
Madonna che permette una forte valorizzazione delle stesse con la riconsegna immediata alla comunità di una collezione prestigiosa che illustra al meglio la vocazione di Viterbo come “Città d’Arte”.

Il tema mariano delle tre tele si integra alla perfezione al titolo dell’ambiente di accesso alla sala Regia, dedicato alla Madonna della Quercia, individuato come luogo ideale per la collocazione provvisoria delle opere, dove è possibile creare nel vano che si apre sulla sinistra della sala, uno spazio espositivo elegante e contenuto nelle forme. La mostra viene realizzata in concomitanza con un evento molto caro alla Città di Viterbo e ai suoi concittadini: la celebrazione del 600° anno della Sacra immagine di Maria e del 550° anno de Il Patto d’Amore, ricorrenza storica che si ripete dal 1467 ogni seconda domenica del mese di settembre tra la Città di Viterbo e la Madonna della Quercia, con una processione che lega le due realtà territoriali nel nome di Maria.