A Orte c’è una “Scuola che sogna”, mille e duecento ragazzi conquistano il paese

A Orte c’è una “Scuola che sogna”, mille e duecento ragazzi conquistano il paese

A Orte c'è una “Scuola che sogna”. La grande festa dei ragazzi dell'Istituto Besta conquista il centro del paese con balli, canti e colori. Il tutto in un clima straordinario.

ADimensione Font+- Stampa

‘La scuola che sogna’, lanciando questo messaggio gli studenti dell’Istituto Omnicompresivo Fabio Besta hanno conquistato il centro di Orte. Striscioni, colori, balli e tanta musica per una mattinata, questa di lunedì, che ha lasciato un segno importante sul territorio.

Un momento di festa, per chiudere col sorriso l’anno scolastico e mettere al centro le idee e i sogni dei ragazzi. In mille e duecento circa hanno formato un lungo serpentone che, mettendo in mostra striscioni colorati con sopra scritte di speranza sulla scuola, ha percorso le vie del paese fino a raggiungere piazza della Libertà. Un colpo d’occhio davvero straordinario, ideato dal Besta in collaborazione con l’associazione Juppiter. L’idea è frutto di un laboratorio portanto avanti durante l’anno da Juppiter con un gruppo di studenti di varie classi e indirizzi delle superiori. Gruppo coinvolto nello staff del grande evento, con risultati brillanti.

“Siamo qui per condividere i sogni della nostra scuola con la città. Lanciamo un messaggio di speranza verso il futuro, che non arriva attraverso le concessioni di qualcuno ma mediante la buona opera di tutti”. Le parole della dirigente scolastica Fiorella Crocoli, che ha consegnato a nome del Besta un piatto in ceramica al sindaco di Orte Angelo Giuliani aggiungendo: “Questo omaggio glielo consegniamo come promemoria. Nella speranza che le ricordi sempre dell’importanza della scuola e di sostenere i sogni e le aspettative di questi ragazzi”. Lo stesso Giuliani si è dichiarato commosso nel vedere l’intera piazza letteralmente invasa dai ragazzi: “Siete la Orte del futuro, ricordate sempre che il sogno di una sola persona rimane sogno ma i sogni di tanti si avverano”.

Salvatore Regoli di Juppiter ha scandito i tempi della mattinata. Tra le note di Fiorella Mannoia, Marco Mengoni, Rino Gaetano e Occidentalis Karma di Gabbani che ha fatto ballare tutti i presenti. Oltra agli striscioni realizzati dalle classi gli studenti hanno portato colore nelle vie del centro storico realizzando scritte e disegni con gessi colorati proprio sulla pavimentazione.

Toccante l’applauso a don Mauro Pace, parroco di Orte da 42 anni, che a settembre si trasferirà a Civita Castellana. Per lui il premio “La Scuola che Sogna 2017”. I ragazzi del laboratorio sulla legalità hanno raccontato l’anno appena trascorso in dieci parole chiave: conoscenza, legalità, partecipazione, gioco, viaggio, impresa, creatività, comunità, volontariato, cittadinanza.

Dei tanti striscioni, tutti intelligenti e interessanti ne sono stati scelti simbolicamente quattro da mettere in evidenza: “Sognare non è da piccoli”, “Sogniamo una scuola di più all’aria aperta”, “Condividere e partecipare per essere liberi”, “Fissare l’obiettivo è centrarlo”. Poi le note de ‘Il cielo è sempre più blu’ e una nuvola di coriandoli per fare esplodere l’allegria e i sorrisi.

 

Banner
Banner
Banner