60mila opere in trent’anni, ecco Carlo Vincenti: “Era in grado di anticipare le correnti estetiche e politiche”

60mila opere in trent’anni, ecco Carlo Vincenti: “Era in grado di anticipare le correnti estetiche e politiche”

Sessantamila opere realizzate in trent’anni: ieri le celebrazioni per i settanta anni dalla nascita del compianto artista Carlo Vincenti,

ADimensione Font+- Stampa

Sessantamila opere realizzate in trent’anni: ieri le celebrazioni per i settanta anni dalla nascita del compianto artista Carlo Vincenti, scomparso quasi quarant’anni fa. Presso la RinascimentiAmo Gallery di piazza san Simeone a Viterbo ieri si è svolto un incontro accompagnato da una mostra che fa parte delle celebrazioni organizzate per ricordare l’artista viterbese.

Tra i contributi, oltre a quello del fratello Fabio e di suoi storici amici come Aldo Pennello, Enzo Bentivoglio, Umberto Laurenti e don Dante, anche l’intervento via lettera del critico Anton Giulio Niccoli che ha espresso il valore artistico di Vincenti. “Sessantamila opere compiute nell’arco di un trentennio – dice Niccoli – spiegano la creatività dinamica, quasi scientifica, di Carlo Vincenti. Nei suoi lavori rivela il periodo storico in cui ha vissuto, le persone conosciute, gli scorci che ha amato, con ogni mezzo a sua disposizione. Nulla è lasciato al caso, neanche il più infimo dettaglio. Per Vincenti, infatti, una piccola cosa unita ad un’altra piccola cosa diventa un sistema reale. Autoritratti, paesaggi e collage esprimono la consapevolezza di poter giudicare la società che dovrebbe rappresentarlo, spesso oltrepassando la comune, seppur sagace critica, per giungere appieno ad un’arte autografa, ad un nuovo in grado di anticipare correnti estetiche e situazioni politiche. Chiunque riesca a capire, almeno parzialmente, l’opera di Carlo Vincenti non potrà che affermare l’importanza dell’artista non solo a livello italiano”.

All’incontro sono intervenuti anche gli artisti impegnati ieri per Quartieri dell’Arte nella realizzazione del progetto che porta il nome dell’artista con cui si evoca attraverso narrazioni sia osservanti che spiazzanti, sia filologiche che infedeli, l’eclettismo di Vincenti. Tra gli interventi da segnalare anche quello dell’assessore alla cultura del Comune di Viterbo Antonio Delli Iaconi che ha promesso a nome suo e del sindaco Leonardo Michelini di realizzare una mostra nel 2017 proprio per ricordare in grande stile l’artista.