16.000 volumi antichi da scoprire al Centro Diocesano, per scrivere la storia

16.000 volumi antichi da scoprire al Centro Diocesano, per scrivere la storia

25.000 volumi per riscrivere (in parte) la storia e diventare un fiore all'occhiello di Viterbo. Sono conservati presso il Centro Diocesano di Viterbo, ma solo 1\3 di questi è archiviato.

ADimensione Font+- Stampa

25.000 volumi per riscrivere (in parte) la storia e diventare un fiore all’occhiello di Viterbo. Sono i documenti risalenti ai secoli scorsi (fino al Medioevo) conservati presso il Centro Diocesano di Viterbo, ma non tutti studiati o archiviati, dal prof. Osbat, che lavora quasi da solo. Di questi 25.000 testi, solo un terzo circa è stato archiviato. Il resto ancora no, per mancanza di fondi. Tra quei volumi potrebbe esserci qualcosa, ad esempio, di Egidio da Viterbo del quale ancora non si è trovato nulla in città, nonostante egli abbia segnato una parte importante di storia.

È infatti da Viterbo che sono partite le tesi, elaborate da Egidio, che poi sono diventate i pilastri delle Riforma Protestante dopo che Martin Lutero le ha prese, studiate e radicalizzate prima di appenderle sulla porta della chiesa di Wittenberg nel 1517. Fatto questo che ha spinto il prof. Antonio Rocca a realizzare un progetto, Egidio17, che punta a far sì che Viterbo non rimanga fuori dalle celebrazioni che si terranno nella cittadina tedesca in occasione del cinquecentenario. Perché se Wittenberg fu la capitale della Riforma, Viterbo fu al pari la capitale del dialogo, stroncato poi da Roma. 

Tornando al patrimonio custodito al Centro Diocesano e in mostra in questi giorni per un’infinitesima parte in occasione di Egidio17, questo dovrebbe essere recuperato e riportato in vita. Innanzitutto con un investimento per l’archiviazione da parte delle Istituzioni, fase preliminare fondamentale per metterlo a disposizione di studiosi e ricercatori. Una soluzione tampone in attesa di tempi migliori, potrebbe essere quella di coinvolgere l’Università degli Studi della Tuscia a indirizzare i propri studenti ad effettuare delle ricerche proprio all’interno del Centro Diocesano, vera e proprio miniera d’oro, che potrebbe diventare un fiore all’occhiello della città.